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"Non è un giorno come gli altri
qualcosa ben presto succederà."
Mi si era posta dinanzi
una scena mai vista prima.
Mi trovai in chiesa
in una nuova città in cui mi ero da poco trasferito
Ad un tratto una donna si sedette proprio di fianco a me.
Era il terzo giorno che mi trovai lì
Ma avevo notato quel volto
quello sguardo che mi aveva seguito
anche la volta precedente.
Noi non ci conoscevamo
ma dopo essersi seduta di fianco a me
improvvisamente scoppiò a piangere
un'immagine che mai dimenticherò.
Una fanciulla bisognosa d'amore
una bambina che non è stata amata
una scena che mi parse talmente irreale
che sembrava uscita da un romanzo russo.
Io mi sentii a disagio,
non sapevo cosa fare.
A dir la verità la mia vita era stata fino ad allora arida
un qualcosa di insignificante,
non sapevo come comportarmi con una donna,
come consolarla.
Mi limitai goffamente a carezzarle la schiena
ed il suo volto le si era per un attimo illuminato
Avevo appena visto la creatura più graziosa in tutta la mia vita.
Quelle lacrime avevano il potere
di far risaltare maggiormente
quella bellezza struggente.
Che portava due occhi neri luminosi
un volto candido
quel corpo delicato
e i capelli neri che risaltarono quel viso angelico.
Qualche sera dopo la rividi,
nel pomeriggio che la precedeva si era scatenato un temporale improvviso.
In quel momento non mi resi conto che altri non era
che un oscuro presagio.
Un destino beffardo era in agguato.
Un ladro di sogni era sopraggiunto
e tu eri attratta dal fascino del bello e dannato
Non ti eri resa conto
che avresti sofferto ancora di più.
In seguito avevi rovesciato tutto quel dolore,
ma io ti avevo amato dal primo giorno che ti avevo vista
e non avevo avuto il coraggio di dirtelo così in fretta.
Come avrei potuto farlo?
Consideravo già un lusso quella presenza vicina
quella connessione profonda
quel sentimento mai provato.
Ad un tratto il mio cuore esplose
non ero più riuscito a trattenere i miei sentimenti
tu mi eri rimasta vicina, avevi compassione di me.
e capivo che il dolore che stavo vivendo
fosse per te un peso ulteriore.
Mi sforzavo esserti vicino come amico
ma puntualmente non riuscivo, mi tradivo,
e tu piangevi e volevi fuggire via.
Ero diviso tra l'essere grato per quegli sprazzi di luce in una vita vuota
ed essere triste con l'intero universo per aver aspettato tanto invano.
Continuammo a vederci di tanto in tanto,
nella speranza che prima o poi mi avessi ricambiato,
facevamo lunghe passeggiate
e dondolavamo sull'altalena come due bambini.
Ma la mia anima era squarciata in due,
non riuscivo a rimanere sospeso in quella sorta di limbo
decisi di andare via,
ma speravo che i giorni precedenti alla mia partenza
passassero il più lentamente possibile.
Che magari qualcosa sarebbe cambiato,
che una svolta sarebbe ben presto arrivata.
Non sarei riuscito a continuare ad esserti accanto come amico
ed in quell'ultima sera che ci vedemmo tu eri dispiaciuta
le porte dell'ascensore si erano chiuse
e tu scomparisti per sempre dalla mia vita.
Io partii, ma con il cuore spezzato, dilaniato,
ti promisi che ci saremmo rivisti.
Nel mentre ritornai in quell'ombra
che aveva avvolto quasi tutta la mia vita.
E che mi lacerava ancora di più.
Un giorno decisi di tornare,
ti scrissi per un appuntamento,
ma ormai ti avevo persa per sempre,
mi dicesti che stavi frequentando un altro,
ti avevo perso anche come amica,
perchè non mi volevi più vedere.
E mi ritrovai solo,
con mille sensi di colpa,
quel lutto di una possibilità perduta,
trasconandomi tuttora quel dubbio
se ti avessi conosciuta qualche tempo dopo
o se ci saremmo mai rivisti,
se fossi stato un amico o un compagno migliore e degno.
Per un crudele paradosso,
avevo pagato il prezzo di essere rimasto da solo per troppo tempo.
Quello di sentirmi inadeguato per alcune circostanze
e non sapermi come comportare in determinati contesti.
A dieci anni esatti di distanza,
sento il dolore ancora vivo.
Mi chiedo continuamente
se in un'altra vita avessi preso una decisione diversa
se avessi conquistato il tuo cuore
se fossi rimasto un po' di più.
Ora vago solitario
accumulando un giorno sopra un altro
con lo stesso, grigio, senso del dovere,
ma cercando di trovare consolazione in svariati passatempi,
imparare qualcosa di nuovo,
per aiutarmi a non pensare,
qualcosa dentro di me è cambiato
e forse si è rotto per sempre.
Esco e parlo sempre di meno
Come se ogni tipo di relazione
richiedesse uno sforzo immenso.
Non riesco ancora a dimenticare
quella prima volta in cui ti avvicinasti
anche se ora è solo un ricordo remoto
e colmo di dolore.